Il marketing è un mondo fatto di scelte
A o B, Bianco o nero, inbound o outbound?
Le strategie da mettere in atto devono essere studiate e precise, come nel mondo degli scacchi, sempre con il rischio di sbagliare mossa!
Una cosa però si può affermare con certezza: l’inbound marketing è l’evoluzione dell’outbound marketing.
L’outbound marketing è un tipo di marketing considerato “in uscita”, noto anche come “push marketing”, perché tende a bombardare di informazioni (infatti “spingere”) il cliente per ottenere la sua attenzione e convincerlo a comprare un determinato prodotto o servizio.
L’inbound marketing invece è all’opposto “in entrata”, conosciuto anche come “pull marketing” (tirare) perché cerca di attirare a sé il cliente e nasce come risposta alla digitalizzazione e all’evoluzione delle 4 P: price, product, place e promotion!
Da qualche anno, infatti, è importante intervenire nella comunicazione digitale con i prodotti e i servizi instaurando anche rapporti duraturi con il proprio cliente, grazie ad un feedback immediato.
Si cerca quindi di intercettare la domanda dei consumatori, fornendo le risposte necessarie.
I due metodi sono diversi, ma quali sono le differenze chiave?

Approccio
L’outbound marketing crea contenuti per un pubblico vasto, focalizzandosi su ciò che l’azienda ha da offrire e utilizzando un tipo di comunicazione che è definito “one-to-many” e non lascia possibilità di feedback immediato da parte del cliente.
L’inbound invece, propone i suoi contenuti attraverso una comunicazione “one- to-one”, personalizzandola. Qui l’azienda ha la possibilità di instaurare un forte legame con il cliente che è più specifico e interessato.
L’obiettivo è quello di fidelizzare il cliente, pertanto la creazione di contenuti viene affrontata in maniera più approfondita e dettagliata.
Canali
I canali tipici dell’outbound sono la carta stampata, la cartellonistica, i giornali, i volantini, la radio, la tv, i banner, le e-mail, i popup nei siti web. Mentre nell’inbound marketing sono utilizzati e-mail, ebook, pdf, call to action, landing page, form, siti aziendali, newsletter, motori di ricerca e social network.
Erroneamente si identifica la loro differenza principale nei canali di comunicazione, marketing tradizionale per il primo e digitale per il secondo, dal momento che anche con l’outbound marketing è previsto l’uso del digitale.

Costi
La maggior parte dei contenuti proposti dall’outbound marketing necessita di essere stampato o trasmesso in diretta; pertanto, ha dei costi di produzione elevati, che invece sono ridotti nell’inbound marketing che impiega metodi di creazione online e non sempre prevedono una spesa.
Capacità di misurazione del ROI (return on investment):
Sapere quante persone osservano un cartellone pubblicitario può risultare estremamente difficile (outbound), mentre nel mondo digitale è possibile calcolare quanti fanno clic su un link, attraverso la raccolta dei dati, la visibilità e tracciabilità delle interazioni (inbound).
Misurando le visualizzazioni, le interazioni, attraverso Google Analytics e gli insights dei social, siamo in grado di capire da dove proviene il nostro pubblico, il genere e l’età, ed è utile per la creazione di future campagne che rendano risultati ottimali.

Creazione di valore
Nell’outbound marketing ci si limita a trasmettere il messaggio, mentre con l’inbound c’è la possibilità di far percepire un valore aggiunto al prodotto e di conseguenza all’azienda, dando anche la possibilità di instaurare un rapporto di fiducia con l’utente, grazie a contenuti personalizzati.
Riassumendo
L’outbound permette di raggiungere un vasto pubblico in tempi brevi, è però un metodo molto invasivo che può risultare fastidioso per il cliente e ha costi elevati. L’inbound invece attira a sé l’utente senza infastidirlo e ha il potere di cambiare nel tempo a seconda della misurazione dei KPI.
Le due strategie sono molto diverse e non è possibile affermare che una delle due sia, a priori meglio dell’altra.
Per capire quale sia meglio per la tua azienda è necessario prima svolgere un’analisi accurata e studiare il pubblico di riferimento, come comunica l’azienda e gli obiettivi di marketing specifici.
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