L’accessibilità digitale non è più solo una questione etica, ma dal 2025 diventerà un requisito legale sempre più stringente per molte aziende private. Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, le imprese dovranno adottare misure specifiche per garantire che siti web, app e piattaforme e-commerce siano fruibili anche dagli utenti con disabilità.

Questa svolta rappresenta un passo decisivo verso un web più inclusivo e accessibile a tutti. Abbiamo creato questo articolo per analizzare nel dettaglio le disposizioni della normativa, le implicazioni per le aziende private e i passi concreti che ti aiuteranno ad adeguare il tuo sito nei tempi previsti.

Perché è importante?

Oltre a essere un requisito legale, un sito accessibile porta benefici concreti:

  • Migliore esperienza utente: facilita la navigazione per tutti, non solo per chi ha disabilità.
  • Maggiore pubblico: si amplia la platea di utenti che possono fruire dei contenuti.
  • SEO migliorato: molti criteri di accessibilità aiutano a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
  • Reputazione aziendale: dimostrare attenzione all’inclusività accresce il valore del brand.

Un esempio pratico: un e-commerce che ottimizza il proprio sito per la navigazione da tastiera consente a utenti con disabilità motorie di completare un acquisto senza difficoltà, aumentando così il tasso di conversione. Puoi approfondire i dettagli in questa guida.

Donna in camicia blu che lavora su un laptop

La normativa

In Italia, l’accessibilità digitale è regolamentata dalla Legge Stanca (Legge n. 4/2004), che inizialmente imponeva obblighi solo alle pubbliche amministrazioni. Con l’introduzione dell’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), recepito nel 2022, gli obblighi si estendono anche al settore privato.

Chi deve adeguarsi?

La normativa sull’accessibilità presenta ancora incertezze interpretative, ma è chiaro che e-commerce e PMI B2C devono adeguarsi. Entro il 28 giugno 2025, le categorie di aziende che dovranno garantire la conformità dei propri servizi digitali sono:

  • Aziende con oltre 10 dipendenti o con fatturato annuo superiore ai 2 milioni di euro.
  • Fornitori di servizi bancari, e-commerce, telecomunicazioni, trasporti e contenuti digitali.
  • Tutte le pubbliche amministrazioni, enti pubblici o imprese che offrono servizi pubblici o ricevono finanziamenti governativi.

Sanzioni e deroghe

Il mancato rispetto della normativa può comportare sanzioni fino al 5% del fatturato e il successivo obbligo di adattamento alla normativa. Tuttavia, esistono alcune deroghe, in particolare quando l’adeguamento risulta un onere sproporzionato rispetto alle risorse aziendali. In questo caso, è l’azienda stessa che deve dimostrare che il costo di adeguamento risulta antieconomico.
Le deroghe possono essere concesse in caso di:

  • Costi eccessivi rispetto al bilancio aziendale.
  • Difficoltà tecniche insormontabili.
  • Scarsa disponibilità di strumenti alternativi.

Ad esempio, una startup con risorse limitate potrebbe ottenere una deroga parziale, ma dovrà comunque adottare misure alternative per migliorare l’accessibilità.

Due colleghi che collaborano davanti a una lavagna bianca

Linee guida AgID e livelli di conformità

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha definito linee guida specifiche basate sugli standard WCAG 2.1, che stabiliscono i principi per una progettazione digitale inclusiva. Un sito web o un’app è accessibile se risponde a quattro principi fondamentali, che si possono riassumente nell’acronimo P.O.U.R.:

  • Perceivable (Percepibile): i contenuti devono essere accessibili attraverso almeno un senso, in modo chiaro e fruibile.
  • Operable (Utilizzabile): la navigazione deve essere possibile con qualsiasi dispositivo.
  • Understandable (Comprensibile): i contenuti devono essere chiari, con un linguaggio accessibile e testi facilmente comprensibili.
  • Robust (Robusto): i contenuti devono adattarsi a diversi dispositivi e alle evoluzioni tecnologiche.

Per garantire l’accessibilità, le linee guida AgID prevedono tre livelli di conformità:

  • A (base): requisiti minimi per rendere un sito accessibile.
  • AA (intermedio): standard richiesto per la conformità legale.
  • AAA (avanzato): il massimo livello di accessibilità possibile.

Tra le indicazioni chiave troviamo:

  • Testi alternativi per immagini e contenuti non testuali.
  • Contrasto adeguato tra testo e sfondo per migliorare la leggibilità.
  • Navigazione completamente accessibile da tastiera.
  • Compatibilità con screen reader per utenti ipovedenti.

Ad esempio, un sito governativo deve soddisfare almeno il livello AA, garantendo l’accesso alle informazioni anche tramite software assistivi.

Raga con capelli roba sorride mentre utilizza il computer su una poltrona

Come adeguare il proprio sito

Per adeguare il tuo sito alla normativa, è consigliabile seguire una roadmap strutturata. La Roadmap per l’Accessibilità Digitale è un percorso strutturato in tre fasi, ideato per guidare le aziende verso la conformità normativa.

#Fase 1: Pubblicazione della Dichiarazione di Accessibilità

  • Effettuare test di accessibilità e validazioni.
  • Redigere la documentazione necessaria.

#Fase 2: Ottimizzazione dell’accessibilità

  • Implementare interventi correttivi.
  • Inserire una pagina di accoglienza accessibile.
  • Attivare un meccanismo di feedback per gli utenti per segnalare eventuali casi di inaccessibilità.

#Fase 3: Verifica finale e certificazione

  • Eseguire test conclusivi.
  • Redigere il report finale certificando gli interventi svolti.

Questo percorso consente alle aziende di migliorare progressivamente l’accessibilità dei propri servizi digitali, garantendo conformità e usabilità per tutti gli utenti.

zoom della mano di una donna mentre usa il tablet

Conclusione

Adeguarsi alla normativa sull’accessibilità web non è solo un obbligo legale, ma anche un’opportunità per migliorare l’usabilità del sito, raggiungere più utenti e rafforzare la reputazione aziendale.

Per assicurarti che il tuo sito sia conforme:

  • Verifica la sua accessibilità rispetto agli standard WCAG 2.1.
  • Usa strumenti di validazione come WAVE o Axe.
  • Coinvolgi esperti di accessibilità e forma il tuo team.
  • Pubblica la Dichiarazione di Accessibilità.
  • Effettua controlli periodici per evitare sanzioni.

Se hai bisogno di una consulenza o di un supporto concreto, contattaci! Ti guideremo in ogni fase del processo.

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